Ricombinanti protagonisti nel nuovo numero di CAPture

Disporre delle singole molecole allergeniche per lo studio e per l’uso diagnostico permette di ottenere riscontri e definizioni allergologiche impensabili in precedenza. Lo testimoniano bene i lavori pubblicati nell’ultimo numero di CAPture.

 

Nel primo studio che le relazioniamo è evidente che grazie alla disponibilità dei singoli allergeni contenuti nell’estratto f13 -arachide- è ora possibile disporre di un migliore indicatore specifico per definire questa importante allergia. In effetti, lo studio dimostra sì che tutti i pazienti allergici all'arachide risultano positivi all'estratto f13 (sensibilità al 100%), tuttavia la specificità del test è insufficiente per poter escludere il ricorso ad accertamenti, spesso invasivi, che confermino questa allergia. Ora questo è possibile, semplicemente valutando le positività verso l’Ara la h 2: la sensibilità si mantiene elevatissima (98%) e la specificità che ne risulta è del 96% e quindi tale da poter fare a meno di ulteriori test diagnostici.

Altra conferma è data dal secondo lavoro: grazie all’utilizzo delle singole componenti allergeniche contenute nell’estratto g6, codolina, è possibile discriminare i pazienti sofferenti di una semplice rinite (AR ) da quelli che lamentano anche asma (ARA). Usando l’analisi ROC, un cut off maggiore di 5.8 kUA/l basato sulla somma di IgE a Phl p 4 e a Phl p 5b, è risultato ottimale per discriminare fra AR e ARA e per poter predire od escludere, con una efficacia del 77%, chi in futuro soffrirà anche di asma.

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11/11/2010